• STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE. LE POSIZIONI DEI GESTORI

    … dovremmo provare ad evitare di colpevolizzare “il petrolio” come se fosse l’origine di tutti i mali. Soprattutto se comparato con il tasso di inquinamento ambientale prodotto dal carbone. L’occasione della revisione della SEN, in estrema sintesi, deve offrire la possibilità all’Italia di affrontare il tema in termini laici ed evitare di cadere nello stesso errore contenuto nella precedente SEN che individuava, nelle risorse di gas naturale, quelle su cui incentrare lo sviluppo…

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STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE. LE POSIZIONI DEI GESTORI

STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE. LE POSIZIONI DEI GESTORI

Nei confronti di un dibattito sulla Strategia Energetica Nazionale (che ha impegnato il Ministero competente, tutti i portatori di posizione sul tema e prossimamente il Parlamento) e che sembra sempre più dominato dalla suggestione di «pensionare» il petrolio, «avendo l’opportunità di aggiornare la “strategia” nazionale, dovremmo provare ad evitare di colpevolizzare “il petrolio” come se fosse l’origine di tutti i mali. Soprattutto se comparato con il tasso di inquinamento ambientale prodotto dal carbone. L’occasione della revisione della SEN, in estrema sintesi, deve offrire la possibilità all’Italia di affrontare il tema in termini laici ed evitare di cadere nello stesso errore contenuto nella precedente SEN che individuava, nelle risorse di gas naturale, quelle su cui incentrare lo sviluppo.»

Così la posizione unitaria di FAIB, FEGICA e FIGISC nel documento presentato nel corso delle audizioni, che sul tema precisa ulteriormente che: «Occorre, invece, che la nuova SEN si faccia carico di individuare un mix fra tutti i prodotti energetici disponibili (dai combustibili fossili a quelli provenienti dalle rinnovabili) senza demonizzarne alcuno, individuando un percorso che traguardi ai prossimi decenni con l’obiettivo di una progressiva sostituzione – nei limiti del possibile – di quelli più inquinanti. Senza ricorrere ad incentivi fiscali che finiscono per “drogare” un mercato nel quale a fare la differenza è sopratutto la mancanza di chiarezza dei percorsi logici seguiti e degli obiettivi da raggiungere.

In questo contesto appare almeno disinvolta l’idea di fissare un termine temporale ultimo per azzerare l’utilizzo dei combustibili fossili a vantaggio dell’elettrico: dovremmo porci la domanda su come si produce l’elettricità (e come si può stoccarla) con il convincimento che senza energia non c’è energia per la trasformazione e per la mobilità. Purtroppo il nostro Paese ha già vissuto un’esperienza di questa tipo quando ha dovuto far ricorso alla co-generazione prima ed a tre decreti sblocca centrali elettriche e poi a decreti per la chiusura considerata la sovrapproduzione in funzione delle necessità/Paese: ed anche il fotovoltaico (o l’eolico) non sarebbero decollati senza l’intervento di “orientamento” dello Stato. Circa 250 miliardi di provvidenze che finiscono per essere scaricate sulla bolletta elettrica di chi, suo malgrado, è costretto a sopportare tali orientamenti

E se «i combustibili fossili saranno essenziali per i prossimi 20/30 anni» e se «è indispensabile che la politica europea, su questi temi, sia in linea con le attese di un concreto sviluppo del Continente» la questione della sicurezza sull’indipendenza energetica del Paese e sugli approvvigionamenti rimane ancora essenziale, proprio mentre si moltiplicano i fattori di criticità: «Senza i necessari aggiustamenti, nel breve periodo – 3/5 anni – il nostro Paese rischia una riduzione significativa dell’offerta ed una “desertificazione” che lascerà i consumatori in “balìa” di un mercato che non sarà più governabile – nel senso nobile del termine – e, conseguentemente esposto alle convenienze del momento o di quegli operatori non integrati, che lasceranno fluttuare il prezzo fino al limite della loro convenienza per poi gravare il prezzo finale del loro esclusivo tornaconto.» si sostiene nel documento delle Organizzazioni della categoria, che sviluppa un’analisi sulle vicende recenti del mercato e della rete nazionale.

«Questo quadro è sufficientemente confortato dai fatti: la Shell ha ceduto le sue attività alla Kupit; la TotalErg sta cedendo le sue attività italiane a nuovi operatori (fondi di private equity) e la Esso ha come obiettivo quello di lasciare il mercato italiano nel 2020. In quest’ultimo caso le attività della multinazionale americana danno la cifra delle scelte: la vendita a “pacchetti” di pezzi di rete (considerata la più efficiente ed a più alto erogato) a cosiddetti “retisti indipendenti” che svolgono esclusivamente il ruolo di intermediatori fra il produttore (Esso in questo caso) e rivenditori (Gestori). E, diversamente, da quello che avveniva alla fine degli anni ’70, con Eni/Agip costretta a surrogare le defezioni di grandi operatori multinazionali (Chevron, Texaco, Marathon, BP, Total, Shell, ecc.), oggi tale predisposizione o volontà politica, non sembra essere quella da adottare per superare la “crisi” di identità di un settore alla continua e spasmodica ricerca di un ruolo che l’altalena della politica non consente di cogliere

«La domanda da porsi» per FAIB, FEGICA e FIGISC «è quale “garanzia” per l’indipendenza energetica del Paese – in un futuro prossimo – questi “retails” possano offrire; quali approvvigionamenti potranno garantire non avendo accesso diretto al mercato internazionale; quali strutture logistiche potranno essere valorizzate per completare il servizio di distribuzione al dettaglio. A nostro avviso andrebbe radicalmente riconsiderata la situazione partendo dall’analisi dello scenario internazionale (e nazionale) al fine di mettere a punto una politica energetica ed industriale che possa favorire il mantenimento, in Italia, di operatori integrati (magari multinazionali) come elemento essenziale di un politica indirizzata a garantire la mobilità dei cittadini ed i fabbisogni di industrie che hanno necessità di combustibili “fossili” (ancora per circa 25 anni).»

Non mancano, ovviamente, nel documento unitario riferimenti alla sempre attuale questione dei prezzi e della differenza tra modalità di servizio: «Strumentalmente e poco saggiamente, soprattutto dall’AGCM, è stata spostata l’attenzione della cittadinanza e della politica dalle regole che devono garantire concorrenza e pari opportunità a tutti i soggetti che intendono competere sul mercato, al prezzo finale. Con una banalizzazione della problematica degna di ogni censura….Detto ciò, nel nostro Paese la tanto decantata “concorrenza” e la tanto osannata discesa dei prezzi – che, col senno di poi, può dirsi legata indissolubilmente alla congiuntura internazionale – ha dimenticato di ricordare al cittadino distratto, che la competizione può essere fatta, nei periodi migliori, soltanto sul 35% del prezzo al pubblico essendo riservato il rimanente ad Accise, Iva e sovrattasse regionali. Poiché il “prezzo al pubblico” è una variabile saldamente nelle mani del fornitore e sottratta ad un vero regime di concorrenza che non sia limitato a quella cartacea o comunicazionale (con meno di 40 €urocent/lt. di ricavo industriale lordo (comprensivo dell’acquisto della materia prima al Platt’s), quale concorrenza sarebbe possibile se non quella incentrata sulla comunicazione e sul gioco del “detto/non detto”?….Il consumatore, quindi, finisce per essere gabbato due volte: la prima quando è costretto ad effettuarsi rifornimento da sé, la seconda quando dovesse accorgersi che nonostante la sua partecipazione attiva al processo di vendita (e di profitto del fornitore) ha sempre pagato un prezzo superiore a quello che avrebbe pagato se, a rifornirlo professionalmente, fosse stato un Gestore (che, lo ricordiamo, costa meno di 4 €cent/lt,)

E, sulle misure da adottare per il settore, FAIB, FEGICA e FIGISC individuano due assi di intervento.

Il primo è quello dell’insistenza sulla razionalizzazione della rete: «Abbiamo detto all’inizio che c’è una grande incompiuta e questa è la normativa di completamento della riforma del settore: non si può chiedere modernità se non si hanno obiettivi chiari e strumenti legislativi che supportino i processi: non basta aprire i self-service 24 ore per dire che si è fatta la riformabisogna, invece, completare la liberalizzazione di segmenti di attività quali la somministrazione di alimenti e bevande ed i tabacchi…sarebbe opportuno ridurre, significativamente il numero dei punti di vendita (senza desertificare le realtà più svantaggiate): 12/15.000 impianti sono più che sufficienti per soddisfare la domanda di carburanti del Paese (-35% negli ultimi 5 anni). Anche sulla rete autostradale – dove è stata persa l’occasione di chiudere 70/80 impianti nel corso dei rinnovi degli affidamenti ancora in corso – è necessario procedere ad una razionalizzazione.»

Il secondo è quello delle regole e delle relazioni economiche e contrattuali: «Va compiuta la riforma del settore che, al momento, per le aree di aleatorietà lasciate alla discrezione di soggetti che hanno una disparità di “forza” ha creato quella confusione e quella criticità che sta progressivamente espellendo i Gestori dalla loro attività e le compagnie petrolifere integrate a ad accumulare quelle negatività di bilancio che suggeriscono agli azionisti di “lasciare un mercato senza regole” per limitare i danni», ma  «É necessario fissare regole chiare con le quali le violazioni normative (e dei contratti stipulati a norma di Legge) vengano fortemente penalizzati. Senza necessità di ricorrere continuamente ad interpretazioni della Magistratura. ……dovrebbero essere introdotti i correttivi che abbiamo indicato circa validità erga omnes della contrattazione (sempre che rimanga il regime di esclusiva per i Gestori) collettiva alla quale non è possibile che i fornitori si sottraggano. Anche introducendo forti penalizzazioni economiche in considerazione del fatto che la discriminazione oggi in atto nei confronti dei Gestori, rientri in una condizione di normalità. Il Gestore acquista (e rivende) in regime di esclusiva, il prodotto dal fornitore che è libero di fissare, a suo piacimento, il prezzo ed il margine unitario: senza una contrattazione (anche il ritorno alla Commissione Interprofessionale non sarebbe un’utopia) collettiva al fornitore rimarrebbe la liberta “insindacabile” di promuovere o affossare un punto di vendita (ed il suo Gestore). Nonostante esista una norma (L.27/2012) – la cui applicazione, però, oggi, non è automatica – che introduce, in caso di discriminazione sul prezzo di rivendita, un “abuso di dipendenza economica”. Ma senza certezze applicative è una norma che deve essere applicata, caso per caso, dal singolo Magistrato.»

Per consultare e scaricare l’intero documento (che è articolato in una serie di risposte a domande «standard» preventivamente poste dal Ministero a tutti i soggetti e le organizzazioni che hanno partecipato alla procedura di audizione sulla SEN) basta cliccare col mouse sul seguente titolo:

Audizione SEN SP 18.04.2017

VENDITE ANNO 2016 SUL 2015: RO -1,75 %, RA -5,94 %, EXTRARETE +1,59 %

VENDITE 2016 VS/ 2015: RETE A -2,03 %, EXTRARETE A +1,59 % – DAL 2007 CONSUMI TOTALI -16,2 %, RETE -30,96 %, EXTRARETE +23,13 % – SPARITI IN TUTTO 7,9 MILIARDI DI LITRI, MA LA RETE NE PERDE 10,9

Un 2016 che non arriva a pareggiare le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl del 2015, con una flessione dello 0,61 %; tra i prodotti, segno positivo solo per il gpl, con un +2,94 %, negativo per la benzina, con un -2,87 % e per il gasolio, con un -0,89 %; tra i circuiti segno positivo ancora per l’extrarete, con un +1,59 %, negativo il segno della rete, con un -2,03 %; tra i segmenti del circuito rete, peggio è andata l’autostrada, con un -5,94 %, rispetto al -1,75 % della rete ordinaria.

Ma ad un esame retrospettivo più ampio, da prima della crisi economica (2007), le vendite di tutti e tre i prodotti hanno perso 7,9 miliardi di litri (-16,23 %) – di cui quasi 5,7 miliardi di litri in meno di benzina (-36,09 %), quasi 3,6 in meno di gasolio (-11,45 %) e solo per il gpl si registra un aumento di meno di 1,4 miliardi di litri (+79,77 %). Ma la rete ha perduto vendite per ben 10,9 miliardi di litri (-30,96 %), mentre l’extrarete ne ha guadagnate per quasi 3,1 miliardi (+23,13 %), e, nella rete, se il segmento della rete ordinaria ha perduto vendite di benzina e gasolio per oltre 9,3 miliardi di litri (-30,39 %), quello autostradale ne perde per 2,2 miliardi e, tenuto conto della sua proporzione sul totale della rete, con un crollo pressoché doppio di quello della rete ordinaria, ossia pari al -58,65 %.

Si tratta dei dati salienti dei dati sulle vendite del 2016, paragonati sia con l’anno precedente che con l’anno antecedente l’inizio della crisi (il 2007) che con vent’anni prima (il 1997), elaborati da nella Newsletter Vendite Consumi Figisc Anisa N. 061VC/2017 del 23.04.2017, il cui testo integrale (in tutto 105 pagine, con i dati relativi anche alle singole regioni e province) è consultabile e scaricabile cliccando con il mouse sul seguente titolo:

NEWSLETTER VENDITE_061_2017_DATI_PROVINCIALI_ANNO_2016_VS_ANNO_2015

La relazione è divisa in due parti, di cui la prima riporta i dati degli anni interi 2015 e 2016 e la variazione percentuale del 2016 sul 2015.

L’elaborazione, infatti, contiene i dati delle vendite progressive per il periodo gennaio-dicembre 2016, ufficialmente appena diffusi [20.04.2017] sul Bollettino Petrolifero dal Ministero per lo svi-luppo economico, che riguardano i prodotti benzina e gasolio, distinti in rete ed extrarete, e per la rete suddivisi tra rete ordinaria ed autostradale, mentre per il gpl la distinzione è ancora tra rete ed extrarete. I dati sono stati confrontati per le variazioni percentuali con il medesimo periodo gennaio-dicembre dell’anno precedente 2015.

I dati, pubblicati in unità di misura tonnellata o multiplo, sono stati convertiti in equivalenti milioni di litri da FIGISC/ANISA secondo le densità correnti, e confrontati sia con i dati dei consumi provvisori – relativi alle consegne di prodotto – pubblicati per il progressivo gennaio-dicembre dal Ministero dello sviluppo economico [si veda Newsletter Vendite Consumi Figisc Anisa N. 013VC/2017 del 18 gennaio 2017, sia con i volumi delle immissioni al mercato interno – rete per il progressivo gennaio-dicembre 2016 [i cui dati sono stati pubblicati su Newsletter Vendite  Consumi Figisc Anisa N. 060VC/2017 del 21 aprile 2017].

QUOTA VENDITE 2016 PER PRODOTTI

I dati significativi sono di seguito evidenziati:

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono pari i 40,617 miliardi di litri contro i 40,868 dello stesso periodo 2015, con una variazione negativa assoluta di -250,5 milioni di litri ed una variazione di -0,61 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 nel circuito della rete sono pari a 24,355 miliardi di litri contro i 24,860 dello stesso periodo 2015, con una variazione negativa assoluta di -505,1 milioni di litri ed una variazione di -2,03 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 nel circuito extrarete sono pari a 16,262 miliardi di litri contro i 16,007 dello stesso periodo 2015, con una variazione positiva assoluta di +254,6 milioni di litri ed una variazione di +1,59 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina e gasolio nel periodo gennaio-dicembre 2016 nel circuito della rete – segmento rete ordinaria – sono pari a 21,326 miliardi di litri contro i 21,706 dello stesso periodo 2015, con una variazione negativa assoluta di -379,9 milioni di litri ed una variazione di -1,75 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina e gasolio nel periodo gennaio-dicembre 2016 nel circuito della rete – segmento rete autostradale – sono pari a 1,552 miliardi di litri contro i 1,650 dello stesso periodo 2015, con una variazione negativa assoluta di -98,0 milioni di litri ed una variazione di -5,94 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono ripartite secondo le seguenti quote: benzina 24,77 % [nello stesso periodo 2015 pari al 25,35 %], gasolio 67,64 % [nello stesso periodo 2015 pari al 67,32 %], gpl 7,59 % [nello stesso periodo 2015 pari al 7,33 %];

– le vendite complessive di benzina nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono ripartite secondo le seguenti quote: rete 74,98 % [nello stesso periodo 2015 pari al 76,54 %], extrarete 25,02 % [nello stesso periodo 2015 pari al 23,46 %];

– le vendite complessive di gasolio nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono ripartite secondo le seguenti quote: rete 55,82 % [nello stesso periodo 2015 pari al 56,07 %], extrarete 44,18 % [nello stesso periodo pari al 43,93 %];

– le vendite complessive di gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono ripartite secondo le seguenti quote: rete 47,91 % [nello stesso periodo 2015 pari al 50,21 %], extrarete 52,09 % [nello stesso periodo 2015 pari al 49,79 %];

i consumi complessivi di benzina, gasolio e gpl nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono ripartite secondo le seguenti quote: rete 59,96 % [nello stesso periodo 2015 pari al 60,83 %], extrarete 40,04 % [nello stesso periodo 2015 pari al 39,17 %];

– le vendite sommati di benzina e gasolio nel circuito della rete nel periodo gennaio-ottobre 2016 sono ripartite tra i segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 93,22 % [nello stesso periodo 2015 pari al 92,94 %], rete autostradale 6,78 % [nello stesso periodo 2015 pari al 7,06 %].

La seconda parte della relazione prende in esame l’andamento delle vendite degli ultimi vent’anni dal 1997 al 2016.

Dai dati relativi alle vendite annuali per un periodo di venti anni consecutivi – ossia dal 1997 al 2016 -, le osservazioni salienti sulle modificazioni intervenute tra inizio e fine periodo sono indicate di seguito.

In relazione al lungo periodo di osservazione, esso è stato frazionato in due decadi, il cui limite discriminante è stato convenzionalmente fissato nell’inizio della lunga crisi economica, di cui la prima dal 1997 al 2007 e la seconda dal 2007 al 2016.

Con questa distinzione di base, le risultanze sono le seguenti:

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl dal 1997 al 2007 sono passate da 43,911 miliardi di litri a 48,484, con una variazione positiva assoluta di +4,573 miliardi di litri ed una variazione di +10,41 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 48,484 miliardi di litri a 40,617, con una variazione negativa assoluta di -7,867 miliardi di litri ed una variazione di -16,23 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 43,911 a 40,617 miliardi di litri, con una variazione negativa assoluta di -3,294 miliardi di litri ed una variazione di -7,50 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel circuito della rete dal 1997 al 2007 sono passate da 34,992 miliardi di litri a 35,277, con una variazione positiva assoluta di +0,285 miliardi di litri ed una variazione di +0,81 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 35,277 miliardi di litri a 24,355, con una variazione negativa assoluta di -10,922 miliardi di litri ed una variazione di -30,96 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 34,992 a 24,355 miliardi di litri, con una variazione negativa assoluta di -10,637 miliardi di litri ed una variazione di -30,40 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel circuito extrarete dal 1997 al 2007 sono passate da 8,919 miliardi di litri a 13,207, con una variazione positiva assoluta di +4,288 miliardi di litri ed una variazione di +48,08 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 13,207 miliardi di litri a 16,262, con una variazione positiva assoluta di +3,055 miliardi di litri ed una variazione di +23,13 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 8,919 a 16,262 miliardi di litri, con una variazione positiva assoluta di +7,343 miliardi di litri ed una variazione di +82,33 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina e gasolio nel circuito della rete – segmento rete ordinaria – dal 1997 al 2007 sono passate da 29,610 miliardi di litri a 30,638, con una variazione positiva assoluta di +1,028 miliardi di litri ed una variazione di +3,47 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 30,638 miliardi di litri a 21,326, con una variazione negativa assoluta di -9,312 miliardi di litri ed una variazione di -30,39 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 29,610 a 21,326 miliardi di litri, con una variazione negativa assoluta di -8,284 miliardi di litri ed una variazione di -27,98 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina e gasolio nel circuito della rete – segmento rete autostradaledal 1997 al 2007 sono passate da 4,006 miliardi di litri a 3,743, con una variazione negativa assoluta di -0,253 miliardi di litri ed una variazione di -6,32 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 3,743 miliardi di litri a 1,552, con una variazione negativa assoluta di -2,201 miliardi di litri ed una variazione di -58,65 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 4,006 a 1,552 miliardi di litri, con una variazione negativa assoluta di -2,454 miliardi di litri ed una variazione di -61,26 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina dal 1997 al 2007 sono passate da 23,376 miliardi di litri a 15,745, con una variazione negativa assoluta di -7,631 miliardi di litri ed una variazione di -32,64 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 15,745 miliardi di litri a 10,062, con una variazione negativa assoluta di -5,683 miliardi di litri ed una variazione di -36,09 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 23,376 a 10,062 miliardi di litri, con una variazione negativa assoluta di -13,314 miliardi di litri ed una variazione di -56,96 punti percentuali;

– le vendite complessive di gasolio dal 1997 al 2007 sono passate da 18,699 miliardi di litri a 31,024, con una variazione positiva assoluta di +12,325 miliardi di litri ed una variazione di +65,91 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 31,024 miliardi di litri a 27,472, con una variazione negativa assoluta di -3,552 miliardi di litri ed una variazione di -11,45 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 18,699 a 27,472 miliardi di litri, con una variazione positiva assoluta di +8,773 miliardi di litri ed una variazione di +46,92 punti percentuali;

– le vendite complessive di gpl dal 1997 al 2007 sono passate da 1,836 miliardi di litri a 1,715, con una variazione negativa assoluta di -0,121 miliardi di litri ed una variazione di -6,59 punti percentuali; dal 2007 al 2016, i volumi sono passati da 1,715 miliardi di litri a 3,083, con una variazione positiva assoluta di +1,368 miliardi di litri ed una variazione di +79,77 punti percentuali; dal 1997 al 2016 i volumi si sono modificati da 1,836 a 3,083 miliardi di litri, con una variazione positiva assoluta di +1,247 miliardi di litri ed una variazione di +67,92 punti percentuali;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel 1997 erano ripartite secondo le seguenti quote: benzina 53,23 %, gasolio 42,58 %, gpl 4,18 %; nel 2007 erano ripartite secondo le seguenti quote: benzina 32,47 %, gasolio 63,99 %, gpl 3,54 % %; nel 2016 erano ripartite secondo le seguenti quote: benzina 24,77 %, gasolio 67,64 %, gpl 7,59 %;

– le vendite complessive di benzina nel 1997 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 98,52 %, extrarete 1,48 %; nel 2007 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 94,66 %, extrarete 5,34 %; nel 2016 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 74,98 %, ex-trarete 25,02 %;

– le vendite complessive di gasolio nel 1997 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 56,62 %, extrarete 43,38 %; nel 2007 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 62,81 %, extrarete 37,19 %; nel 2016 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 55,82 %, extrarete 44,18 %;

– le vendite complessive di gpl nel 1997 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 74,95 %, extrarete 25,05 %; nel 2007 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 51,66 %, ex-trarete 48,34 %; nel 2016 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 47,91 %, extra-rete 52,09 %;

– le vendite complessive di benzina, gasolio e gpl nel 1997 erano ripartite secondo le seguenti quote: rete 79,69 %, extrarete 20,31 %; nel 2007 erano ripartiti secondo le seguenti quote: rete 72,76 %, extrarete 27,24 %; nel 2016 erano ripartiti secondo le seguenti quote: rete 59,96 %, extrarete 40,04 %;

–  le vendite complessive sommate di benzina e gasolio nel circuito della rete nel 1997 erano ripartite nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 88,08 %, rete autostradale 11,92 %; nel 2007 erano ripartiti nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 89,09 %, rete autostradale 10,91 %; nel 2016 erano ripartiti nei segmenti secondo le se-guenti quote: rete ordinaria 93,22 %, rete autostradale 6,78 %;

– le vendite complessive di benzina nel circuito della rete nel 1997 erano ripartite nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 91,19 %, rete autostradale 8,81 %; nel 2007 erano ripartiti nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 93,99 %, rete au-tostradale 6,01 %; nel 2016 erano ripartiti nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 96,04 %, rete autostradale 3,96 %;

– le vendite complessive di gasolio nel circuito della rete nel 1997 erano ripartite nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 81,34 %, rete autostradale 18,66 %; nel 2007 erano ripartiti nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 85,34 %, rete autostradale 14,66 %; nel 2016 erano ripartiti nei segmenti secondo le seguenti quote: rete ordinaria 91,83 %, rete autostradale 8,17 %.

 

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