• e-FATTURA: GOVERNO E PARLAMENTO “AL LAVORO PER IL RINVIO”

    “Stiamo lavorando con il ministro Tria per rinviare la fatturazione elettronica al primo gennaio 2019”. Così l’annuncio del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi DI MAIO, lanciato nella giornata di giovedì 14 u.s., perché “Su questo hanno ragione” ha precisato, riferendosi alla richiesta di rinvio delle organizzazioni dei gestori, FAIB, FEGICA e FIGISC/ ANISA, cui ha fatto seguito la proclamazione di uno sciopero per il 26 giugno.

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e-FATTURA: GOVERNO E PARLAMENTO “AL LAVORO PER IL RINVIO”

e-FATTURA: GOVERNO E PARLAMENTO “AL LAVORO PER IL RINVIO”

Stiamo lavorando con il ministro Tria per rinviare la fatturazione elettronica al primo gennaio 2019”. Così l’annuncio del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi DI MAIO, lanciato nella giornata di giovedì 14 u.s., perché “Su questo hanno ragione” ha precisato, riferendosi alla richiesta di rinvio delle organizzazioni dei gestori, FAIB, FEGICA e FIGISC/ ANISA, cui ha fatto seguito la proclamazione di uno sciopero per il 26 giugno.

Oltre al diretto interessamento del Governo, in Parlamento è in atto un ulteriore tentativo di rinvio della scadenza (dopo quello attuato con gli emendamenti al d.l. “Alitalia”, ed a quello con gli emendamenti sul d.l. “crisi Aziendali”, che non hanno superato il vaglio di ammissibilità ed analogia di materia con le questioni trattate in quei due d.l.).

Sono in presentazione, pertanto, da parte di Forza Italia al Senato due emendamenti al decreto-legge “sisma”. In entrambi i due emendamenti, il testo è sostanzialmente il medesimo rispetto a quello presentato, infruttuosamente, prima dal Sen. PICHETTO FRATIN al Senato, e, poi, dall’On.le SQUERI alla Camera, però con una modifica della norma contabile per effetto della rettifica della stima degli oneri da coprire: lo spostamento di sei mesi dell’obbligo di fatturazione elettronica comporterebbe, infatti, minori entrate per complessivi 48,5 milioni di euro.

Di seguito, il testo degli emendamenti aggiornati con le nuove stime contabili:

ART. 1.

Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

ART. 1-bis.

(Misure urgenti in materia di distribuzione carburanti).

1.In deroga a quanto disposto dal terzo comma dell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, fino al 31 dicembre 2018, il cedente carburante per autotrazione presso gli impianti stradali e autostradali di distribuzione può documentare tale cessione, effettuata nei confronti di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto, sia mediante emissione di fattura elettronica, sia secondo le modalità individuate dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 444.

2.Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1, pari a 48,5 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie disponibili, iscritte a legislazione vigente in termini di competenza e di cassa, nell’ambito delle spese di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun Ministero, di cui all’articolo 21, comma 5, lettere b) e c), della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

3.Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. conseguentemente, al Titolo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: e disposizioni in materia di distribuzione carburanti.

Nota: il presente emendamento prevede la possibilità fino al 31 dicembre 2018 di documentare la cessione di carburante per autotrazione anche mediante l’utilizzo della scheda carburanti di cui al DPR n. 444/1997.

Assemblea gestori su e-fattura a Milano

ART. 1

Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:

ART. 1-bis.

(Misure urgenti in materia di distribuzione carburanti).

1.All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il comma 925 è sostituito dal seguente: «925. Il credito d’imposta di cui al comma 924 non è soggetto a tassazione ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione».

2.Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 8,5 milioni di euro per l’anno 2020, a 13,3 milioni di euro per l’anno 2021 e a 9,7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

3.Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Conseguentemente, al Titolo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: e disposizioni in materia di distribuzione carburanti.

Nota: La modifica proposta intende esplicitare l’esclusione dalla tassabilità del credito d’imposta revisto al comma 924 in favore degli esercenti di impianti di distribuzione carburante in ragione del 0 per cento del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito. Il suddetto credito d’imposta è stato introdotto allo scopo di contenere gli effetti dei maggiori oneri sopportati dagli esercenti impianti distribuzione carburanti generati dalle misure finalizzate all’affidabilità fiscale attraverso la tracciabilità dei pagamenti e la diffusione della moneta elettronica. La seguente modifica si rende necessaria poiché nel dispositivo normativo approvato, la non tassabilità del credito d’imposta risulta inespressa, nonostante le tabelle tecniche collegate al provvedimento contenessero la copertura finanziaria necessaria proprio in funzione delle maggiori entrate generate dal più efficace contrasto all’evasione e alle frodi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti consentito dalla medesima normativa.

STAFFETTA: IL “PASTICCIO” SULLA FATTURA ELETTRONICA

Pubblichiamo [per g.c.] sulla complessa vicenda della fattura elettronica un interessante commento di STAFFETTA QUOTIDIANA, presente sul numero online di venerdì 15 giugno:

«Ieri pomeriggio l’Agenzia delle Entrate ha diramato un invito alle associazioni della distribuzione carburanti per un incontro il 25 giugno. Ma a circa due settimane dall’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica per le vendite di carburanti alle partite Iva, è scoppiato un putiferio che ha visto coinvolte associazioni, politici e amministrazione finanziaria. E ancora oggi non si sa se ci sarà un rinvio, se ci sarà per qualche mese un “doppio canale” o se saranno solo “congelate” le sanzioni per il primo periodo dell’obbligo.

Dopo l’annuncio dello sciopero da parte dei gestori carburanti, è intervenuto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio annunciando un intervento per il rinvio. Rinvio che era già previsto da alcuni emendamenti bocciati e riproposti in questi giorni in Parlamento.

Nel frattempo Assopetroli è uscita ieri con un duro comunicato in cui denunciava i ritardi dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia, presieduta dal “renziano” Ernesto Maria Ruffini, ha risposto in serata con una nota piuttosto irrituale in cui ricordava tutto quello che ha fatto in questi mesi, in termini di confronto con le associazioni e di produzione di circolari e norme.

Questa mattina la Fegica, pur apprezzando la disponibilità di Di Maio, rincara la dose denunciando che l’Agenzia non ha ancora messo a disposizione “gli strumenti tecnologici (app e software per pc) indispensabili all’assolvimento degli obblighi previsti dalla normativa”, e che i ritardi e “l’inerzia dell’iniziativa legislativa” stanno alimentando “il grandissimo business che è nato e sta proliferando sulle spalle dei gestori che si vedono costretti a correre precipitosamente ai ripari ed acquistare sul mercato costosissimi prodotti” per l’assolvimento dell’obbligo.

Infine, Unione Petrolifera, attraverso twitter, sancisce la spaccatura del fronte petrolifero: “grazie al lavoro dell’Agenzia delle Entrate e all’impegno del settore – si legge in un tweetle aziende petrolifere nostre associate impegnate nel contrasto all’illegalità sono pronte dal 1° luglio 2018 per la fatturazione elettronica di tutte le loro vendite di carburanti”.

La situazione è la peggiore che si potesse immaginare, tra ritardi e incertezze. Certo, come denunciavamo in tempi non sospetti, le norme per il contrasto all’illegalità hanno fatto venire in primo piano l’arretratezza di un settore, quello della distribuzione carburanti, che per buona parte ha sofferto negli ultimi anni di una clamorosa mancanza di investimenti, tanto da trovarsi, in parte, impreparata rispetto ai nuovi obblighi.

Altrettanto certo è che le norme, per stessa ammissione dell’amministrazione finanziaria, non brillano per chiarezza.

Come certo è che, in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo, tanti gestori, oltre alle società petrolifere, si sono attrezzati, sostenendo anche delle spese. Hanno fatto male a essere previdenti? E siamo sicuri che un eventuale doppio canale (coesistenza carta carburante e fattura elettronica) non creerà più problemi di quanti ne risolva?

E pensare che le norme per il contrasto all’illegalità inserite nella legge di Bilancio erano nate da uno sforzo unitario di tutte le associazioni. Cosa è successo nel frattempo?»

In effetti – aggiungiamo come commento -, quando su questa vicenda si sarà arrivati ad un epilogo (qualunque esso sia), forse si potrà cercare di dare una risposta, od anche solo una ragionevole spiegazione, all’interrogativo correttamente posto da STAFFETTA. Un ragionevole dubbio è quello che, sotto l’apparente unanimismo iniziale, i diversi soggetti della vicenda (legislatore, settore petrolifero, categoria dei gestori) abbiano avuto sensibilità e percezioni distinte rispetto agli obiettivi, agli scopi, alle opportunità ed alle conseguenze dei provvedimenti (la lotta alla illegalità “a monte“, il contrasto all’elusione delle carte carburante, il consolidamento di politiche commerciali, il riconoscimento del costo delle commissioni della moneta elettronica?), di cui il provvedimento non ha creato una sintesi superiore e con una serie di “fraintendimenti” che l’attuazione dei “princìpi” in norme operative ha ulteriormente inasprito (anche cercando soluzioni non certo tra le più semplici, bensì tra le più complesse ed onerose).

 

AGENZIA ENTRATE: e-FATTURA? ABBIAMO FATTO TUTTO!

Se le Organizzazioni dei gestori (FAIB, FEGICA e FIGISC) e dei retisti (ASSOPETROLI) sottolineano il “ritardo dell’Agenzia delle Entrate che sta ancora fornendo istruzioni, procedure e aggiornamenti delle specifiche tecniche, cosa che mette in difficoltà anche i produttori di software ritardando l’implementazione sui punti vendita” che giustifica ampiamente il rinvio dell’entrata della norma sulla e-fattura il 1° luglio, la risposta dell’AGENZIA DELLE ENTRATE preferisce porre l’accento sul fatto che “Prosegue il calendario di incontri programmato da Agenzia delle Entrate con le associazioni di categoria sulle dinamiche della fatturazione elettronica prevista dalla legge 205/2017”.

Il comunicato diffuso giovedì in serata dall’Agenzia delle Entrate, infatti, dopo una giornata di forte agitazione, con annunci, richieste e critiche sulla imminente partenza dell’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti ai soggetti titolari di partita Iva sottolinea, piuttosto che “Grazie al confronto e al coinvolgimento di tutte le associazioni il 30 aprile scorso l’Agenzia ha emanato il provvedimento che disciplina le regole tecniche del processo di fatturazione elettronica e una circolare interpretativa delle disposizioni della legge di Bilancio 2018 riguardanti l’anticipazione degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti e le operazioni di subappalto verso la PA tra privati. Allegate a questo provvedimento sono state emanate le specifiche tecniche che consentono al mercato la predisposizione di software per gestire correttamente il processo di fatturazione elettronica… Questi atti” – ssecondo l’Agenzia – sono stati pubblicati nel rispetto dei termini stabiliti dallo Statuto del Contribuente rispetto alla prima scadenza dell’obbligo di fatturazione elettronica prevista per norma (1° luglio 2018)”.

Oltre a ricordare di avere fatto il proprio dovere in tempo perché i soggetti coinvolti di attivassero opportunamente, l’Agenzia delle Entrate ci ha tenuto a ricordare che “da mesi è disponibile una procedura web gratuita dell’Agenzia (utilizzabile anche da smartphone e tablet) per generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche e un portale che offre servizi per consultare e monitorare i flussi informativi delle fatture inviate e ricevute dal Sistema di Interscambio”.

E se tutto ciò non bastasse, sostiene l’Agenzia, “per consentire alle associazioni di categoria e agli operatori di essere informati sulle regole della fatturazione elettronica, ha proseguito in queste settimane gli incontri informativi-formativi con tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta, tra cui Rete Imprese Italia e Confindustria (coinvolgendo sia le loro articolazioni centrali che periferiche), alcuni consigli provinciali del CNDCEC, Assopetroli-Assoenergia, Assosoftware e i provider delle filiere EDI. Una fitta agenza di incontri che “prosegue nei prossimi giorni con le associazioni di riferimento del settore agricolo (Coldiretti, CIA, Confagricoltura) e nel contempo con le associazioni di categoria di riferimento del settore carburanti (Unione Petrolifera, Assopetroli-Assoenergia, Assocostieri, Figisc-Confcommercio, Fegica, Faib-Confesercenti)”.

Insomma, secondo l’Agenzia – al di là di interventi di modifica sulla norma che, ad oggi, non sono stati apportati, sulla e-fattura, loro hanno fatto, e stanno continuando a fare, tutto quel che serviva!

e-FATTURA, AL VIA PRE-REGISTRAZIONE E QR-COD

La Segreteria Nazionale FIGISC ha diffuso il comunicato stampa dell’AGENZIA DELLE ENTRATE in cui si specificano i termini con cui utilizzare i servizi gratuiti anche ai fini della pre-registrazione per la e-fattura e la generazione del QR-Cod, con invito a verificare, sul sito dell’Agenzia, l’operatività dei servizi descritti.

Online da domani [16.06] il servizio per generare il QR-Code, il “biglietto da visita” digitale con tutti i dati relativi alla propria partita Iva, e quello per registrare l’indirizzo telematico prescelto su cui ricevere le fatture elettroniche.

I due servizi sono stati realizzati dall’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con il partner tecnologico Sogei, per agevolare la predisposizione e l’invio delle fatture elettroniche da parte dei contribuenti tenuti ad abbandonare la tradizionale modalità cartacea (Legge n. 205/2017) e per rendere più sicura e veloce la ricezione del documento fiscale da parte del cliente titolare di partita Iva (cessionario/committente).

Per accedere a questi due servizi, sul sito dell’Agenzia all’interno del portale dedicato “Fatture e corrispettivi (il servizio di generazione del codice Qr è anche all’interno del cassetto fiscale), è necessario avere le credenziali Spid, Cns (Carta nazionale dei servizi), Entratel o Fisconline.

Sempre a partire da domani i contribuenti potranno delegare uno o più intermediari all’utilizzo di tutte le funzionalità connesse al processo di e-fattura o delegare separatamente uno o più professionisti al solo servizio di registrazione dell’indirizzo telematico o a quello di consultazione delle fatture elettroniche.

La delega agli intermediari abilitati può essere conferita dall’operatore Iva sia attraverso Entratel/Fisconline, sia presentando l’apposito modello presso un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia.

Il servizio di registrazione dell’indirizzo telematico –

I fornitori, dopo aver generato l’e-fattura, devono trasmettere il file all’Agenzia delle Entrate tramite Sistema di interscambio (SdI). Sarà questo sistema, una volta verificato che la fattura contiene i dati obbligatori, a recapitarla al destinatario. Grazie al servizio di pre-registrazione, le imprese e i professionisti possono comunicare “a monte” l’indirizzo telematico su cui ricevere tutte le loro fatture elettroniche. Per effettuare questa scelta – e abbinare quindi alla propria partita Iva un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) o un “codice destinatario” (nel caso di invio dei file delle fatture su canale web service o Ftp) – basta accedere, personalmente o tramite un intermediario delegato, all’apposito servizio online, all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”. L’indirizzo telematico può essere, in qualsiasi momento, modificato o cancellato dall’utente registrato.

Assemblea gestori su e-fattura a Udine

Il servizio di generazione del codice Qr

Per agevolare la predisposizione e l’invio delle fatture elettroniche tramite SdI, l’Agenzia rende disponibile un altro servizio, che consente ai contribuenti titolari di partita Iva di generare un codice a barre bidimensionale da mostrare al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta. Grazie al codice Qr, il fornitore, al momento della predisposizione della fattura, potrà acquisire in automatico i dati del cliente – compreso l’indirizzo prescelto per il recapito – in modo  veloce e senza il rischio di commettere errori. Per creare il proprio QR-Code basta accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” o collegarsi al proprio cassetto fiscale. Il codice, che può essere generato, su delega del contribuente, anche da un intermediario, può essere salvato in formato pdf e stampato o memorizzato sul proprio telefono cellulare. I dati anagrafici Iva contenuti nel QR-Code sono quelli validi al momento della sua generazione: in caso di modifica del numero di partita Iva o dei dati anagrafici è importante, quindi, distruggere il vecchio QR-Code e generarne uno nuovo.

La sicurezza dei dati –

Come descritto nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, emanato nel rispetto dei tempi previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente il 30 aprile 2018, tutte le modalità di trasmissione avvengono attraverso protocolli sicuri su rete internet e specifiche misure che prevedono un sistema di profilazione, identificazione, autenticazione e autorizzazione dei soggetti abilitati alla consultazione e la tracciatura degli accessi effettuati.

e-FATTURA, ASSOPETROLI APPOGGIA E CONDIVIDE SCIOPERO GESTORI

«A soli 15 giorni dall’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di benzina e gasolio la rete carburanti non è in condizione di adempiere, non per colpa degli operatori ma di una norma che ha imposto tempi troppo stretti di appena sei mesi per adeguare oltre 20.000 punti vendita, la maggior parte dei quali privi dell’infrastruttura tecnologica necessaria e con personale da formare».

Così Assopetroli in una nota in cui peraltro sottolinea un «ritardo dell’Agenzia delle Entrate che sta ancora fornendo istruzioni, procedure e aggiornamenti delle specifiche tecniche, cosa che mette in difficoltà anche i produttori di software ritardando l’implementazione sui punti vendita».

Oltre a ciò, l’associazione dei retisti sottolinea che, a qualche giorno dall’entrata in vigore dell’obbligo «si è poi ancora in attesa delle soluzioni gratuite che l’Agenzia delle Entrate dovrà mettere a disposizione degli esercenti per adempiere senza costi. Quindi tempi quasi zero per formazione e sperimentazione».

Un siffatto, sempre per ASSOPETROLI  «ritardo macroscopico deve imporre cautela e spingere a un ragionevole rinvio del termine alla fine dell’anno solo per la distribuzione business to consumer. Assopetroli appoggia e condivide la mobilitazione e lo sciopero del 26 giugno indetto dai gestori e reitera al Governo il suo appello ad adottare una misura urgente in questa direzione. Dobbiamo evitare che il primo passo del Paese verso la fatturazione elettronica tra privati si traduca in un clamoroso insuccesso».

FAIB, FEGICA, FIGISC/ANISA A DI MAIO SU RINVIO e-FATTURA

Roma, 14 giugno 2018

Prot. 70/2018 Roma, 12 giugno 2018

On.le Luigi Di Maio

Ministro dello Sviluppo Economico

Via Molise, 2

ROMA

Oggetto: Problemi strutturali della distribuzione carburanti ed aspetti connessi con l’iniquità del sistema della fatturazione elettronica. Proclamazione stato agitazione Categoria. Richiesta incontro.

Egregio signor Ministro,

le scriventi Federazioni rappresentano i Gestori degli impianti di distribuzione carburanti per uso di autotrazione presenti in Italia: oltre 20.000 lavoratori cui si aggiungono collaboratori e familiari che portano questo numero intorno alle 100.000 unità.

I Gestori, in considerazione del complesso normativo disegnato a partire dal 1934, sono poco più che cottimisti in un sistema che è saldamente in mano alle compagnie petrolifere e ad alcuni operatori indipendenti che, nel corso del tempo, hanno ottenuto prima i Decreti (e poi le Autorizzazioni) ovvero hanno acquisito i “cascami” di un’industria petrolifera in fuga dal nostro Paese.

I Gestori agiscono in nome proprio (come ditte individuali o società di persone), pagano il carburante al fornitore, sono costretti a subire politiche commerciali e di prezzo (che spesso li mettono ai margini del mercato) che vengono definite altrove pagati un tanto (meglio, un poco) per ogni litro di carburante erogato.

Ogni nuovo adempimento, ogni nuova regolazione, ogni nuova forma di controllo, qualsiasi forma abbia, viene immediatamente scaricata sui medesimi Gestori che sono – a mero titolo di esempio – condannati a pagare per le “verifiche metriche” poste a tutela della fede pubblica di apparecchiature sulle quali non possono intervenire e che sono affidate all’esclusiva manutenzione del titolare dell’impianto.

Più volte abbia ragionato – anche con il suo gruppo parlamentare – della necessità (oltrechè dell’opportunità) di intervenire con una vera e propria riforma di sistema che, a costo zero, potrebbe “liberare” questa Categoria dello stretto giogo cui è sottoposta (e ricattata).

Per darle un “segno” di quanto sia assurdo questo sistema e di quanta arroganza ci sia nello scaricare responsabilità su una Categoria considerata l’ultimo anello di una catena in grado di generare valore, il prossimo 1° Luglio, in anteprima assoluta, sui Gestori verrà scaricata anche la responsabilità di fare da cavia sulla “fatturazione elettronica” che, per tutto il resto del sistema industriale e commerciale, diverrà operativa dal 1 gennaio 2019.

A nulla sono valsi i tentativi di far riflettere Ministero dell’Economia ed Agenzia delle Entrate non solo sull’iniquità dei provvedimenti (assunti per contrastare l’illegalità senza che i Gestori abbiano la pur piccolo responsabilità su “traffici” che si generano a monte del processo) ma senza neppure considerare che, in Italia, ci sono 5.000 impianti che erogano meno di mille litri al giorno, che i Gestori già sono sottoposti a scritture contabili (UTF) previste dall’Agenzia delle Dogane e che l’attività viene svolta in condizioni strutturali di precarietà.

Alla nostra richiesta di equiparare, almeno, la nostra Categoria a tutte le altre, c’è stato risposto che la norma non può essere variata se non con un atto del Governo di medesimo rango (cioè una Legge!): per questo abbiamo provato – stante l’imminenza dell’entrata in vigore del provvedimento – a contattare il Ministro delle Entrate affinchè un suo provvedimento consenta alla nostra Categoria di essere trattata alla stregua delle altre. Senza privilegi ma anche senza “punizioni“.

Ed anche gli emendamenti presentati alle norme in corso di conversione sono stati dichiarati inammissibili per “materia“. Insomma forti con i deboli!

Egregio signor Ministro,

speriamo che il Governo comprenderà che, di fronte a questa situazione, non ci resta che chiamare la Categoria ad una chiusura degli impianti auspicando nel contempo che l’attenzione dimostrataci a parole possa trovare applicazione nei fatti.

Ove poi lo ritenesse opportuno, saremmo lieti di rappresentarLe, più nel dettaglio, i problemi che Le abbiamo appena accennato.

Restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro. Buon lavoro.

Cordialità.

FAIB – FEGICA – FIGISC/ANISA –

I rispettivi Presidenti

CONSUMI PROVVISORI: A MAGGIO 2018 +0,06 % SU MAGGIO 2017

I dati dei consumi provvisori di benzina, gasolio e gpl, pubblicati il 14 giugno dal MiSE per la mensilità di maggio 2018 evidenziano un modesto incremento di +0,06 punti percentuali sullo stesso mese del 2017 [4,005 miliardi di litri contro 4,003]: un segno impercettibilmente positivo, a parità di giorni di consegna rispetto al maggio dell’altro anno.

Per la somma dei consumi in rete ed extrarete relativi a benzina e gasolio, senza gpl, il mese di maggio evidenzia un incremento del +0,31 % sullo stesso mese del 2017 [3,743 miliardi di litri contro 3,732], con un incremento del +2,45 % in extrarete [1,364 miliardi di litri contro 1,331] ed un decremento di -0,88 % in rete [2,379 miliardi di litri contro 2,401].

Per i prodotti, i consumi complessivi di benzina calano di un -1,37 % [da 1.061 a 1.046 milioni di litri], con un segno negativo del -2,52 % in rete [da 840 a 819 milioni di litri] che in extrarete diventa invece positivo fino ad un +2,99 % [da 221 a 228 milioni di litri], mentre quelli complessivi di gasolio salgono di un +0,97 % [da 2,671 a 2.697 miliardi di litri], con una sostanziale invarianza per la rete [da 1,561 a 1,561 miliardi di litri] ed un incremento del +2,35 % in extrarete [da 1.110 a 1.136 milioni di litri].

Nell’anno 2018, le variazioni percentuali dei cinque mesi finora rilevati sulle stesse mensilità dell’anno 2017 sono state le seguenti [somma di benzina, gasolio e gpl, sia in rete che in extrarete]: -0,81 % a gennaio, -1,19 % a febbraio, -1,85 % a marzo. +3,62 % ad aprile ed infine +0,06 % a maggio.

I consumi di gpl del mese, scendono a loro volta di un -3,36 % [da 271 a 262 milioni di litri] sullo stesso mese del 2017.

Al saldo positivo complessivo dei tre prodotti, che è di 2,3 milioni di litri in più sul maggio 2017, contribuisce solo il gasolio con 26,0 milioni di litri in più, mentre la benzina con 14,6 milioni di litro in meno ed il gpl, con 9,1 milioni di litri in meno abbattono la performance di 23,7 milioni di litri.

Le quote dei consumi per prodotto sul totale sono state nel mese le seguenti: gasolio 67,34 %, benzina 26,12 %, gpl 6,54 % [nel maggio 2017 le quote erano, rispettivamente, del 66,73 %, del 26,50 % e del 6,77 %].

I dati dei consumi provvisori di benzina, gasolio e gpl, per il periodo progressivo gennaio-maggio evidenziano invece un decremento di -0,21 punti percentuali sullo stesso periodo del 2017 [18,314 miliardi di litri contro 18,352].

Per la somma dei consumi in rete ed extrarete relativi a benzina e gasolio, senza gpl, il periodo evidenzia un incremento del +0,11 % sullo stesso periodo del 2017 [17,113 miliardi di litri contro 17,094], con un incremento del +3,79 % in extrarete [6,250 miliardi di litri contro 6,022] ed un calo del -1,89 % in rete [10,862 miliardi di litri contro 11,072].

Per i prodotti, i consumi complessivi di benzina calano di un -2,17 % [da 4,817 a 4,713 miliardi di litri], con un segno negativo del -4,45 %, in rete [da 3,811 a 3,641 miliardi di litri] che in extrarete diventa positivo con un +6,45 % [da 1,007 a 1,072 miliardi di litri], mentre quelli complessivi di gasolio salgono di un +1,00 % [da 12,277 a 12,400 miliardi di litri], con un decremento di -0,55 % per la rete [da 7,262 a 7,221 miliardi di litri] ed un incremento del +3,26 % in extrarete [da 5,015 a 5,179 miliardi di litri].

Le variazioni percentuali dei periodi progressivi 2018 sul medesimi periodi progressivi dell’anno 2017 sono state le seguenti [somma di benzina, gasolio e gpl, sia in rete che in extrarete]: -0,81 % su gennaio. -1,00 % sul periodo gennaio-febbraio, -1,31 % sul periodo gennaio-marzo, -0,28 % sul periodo gennaio-aprile e, infine, -0,21 % sul periodo gennaio-maggio.

I consumi di gpl dell’intero periodo diminuiscono di un -4,48 % [da 1.258 a 1,202 milioni di litri] sullo stesso periodo gennaio-maggio 2017.

Al saldo negativo complessivo dei tre prodotti, che è di 37,9 milioni di litri in meno sullo stesso periodo del 2017, contribuiscono la benzina con 104,6 milioni in calo, il gpl a sua volta con 56,4 milioni in flessione, mentre il gasolio attenua le perdite con un recupero di 123,1 milioni in più.

Le quote dei consumi per prodotto sul totale sono state nel periodo gennaio-maggio 2018 le seguenti: gasolio 67,71 %, benzina 25,73 %, gpl 6,56 % [nei primi cinque mesi 2017 le quote, rispettivamente, furono del 66,90 %, del 26,25% e del 6,85 %].

Nell’arco di dieci anni – ossia dal 2008 al 2017 – i consumi per prodotto del periodo gennaio-maggio si sono così modificati: benzina -35,16 % in rete [da 5.616 a 3.641 milioni di litri], +178,44 % in extrarete [da 385 a 1.072 milioni di litri], gasolio -10,12 % in rete [da 8.034 a 7.221 milioni di litri], +19,22 % in extrarete [da 4.344 a 5.179 milioni di litri], somma di benzina e gasolio -20,42 % in rete [da 13.649 a 10.862 milioni di litri],  +32,18 % in extrarete [da 4.729 a 6.251 milioni di litri],  gpl +54,10 % [da 780 a 1.202 milioni di litri].

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